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Liste d’attesa 2025 a confronto con il 2024: tendenza negativa e che avanza della “sanità a tre classi”

05. Mar 2026

Robin: aumentano le aree nella categoria B-Prioritaria – i responsabili devono finalmente assumersi le proprie responsabilità

I dati aggiornati sulle liste d’attesa 2025 dell’Azienda Sanitaria dell’Alto Adige (SABES), messi a confronto con quelli del 2024, delineano un quadro preoccupante. Secondo l’analisi dell’associazione di tutela dei consumatori Robin, la situazione non solo non è migliorata in modo strutturale, ma in diversi ambiti è addirittura peggiorata.

Particolarmente grave appare l’evoluzione nella categoria di priorità B-Prioritaria (tempo massimo previsto: 10 giorni): nel 2025 il numero delle discipline che superano di oltre il 50% il tempo medio effettivo di attesa rispetto allo standard è aumentato rispetto al 2024.

A fronte di alcuni miglioramenti puntuali, l’inefficienza strutturale delle misure adottate rimane evidente. Le dichiarazioni di intenti non sostituiscono una gestione efficace delle agende.

Le rilevazioni SABES per il 2025 mostrano il seguente quadro

(tra parentesi i dati del 2024)

Prime visite specialistiche

  • Prima visita dermatologica: fino a 213 giorni di attesa media (319)

  • Prima visita urologica: fino a 194 giorni di attesa media (175)

  • Prima visita gastroenterologica: fino a 122 giorni di attesa media (291)

  • Prima visita endocrinologica: 88 giorni di attesa media (155)

I numeri evidenziano come dermatologia, gastroenterologia e soprattutto endocrinologia abbiano mostrato progressi significativi. L’urologia, invece, resta su livelli critici. Parlare di inversione di tendenza strutturale è comunque prematuro.

Prestazioni diagnostiche

  • Colonscopia: fino a 361 giorni (303) – praticamente un anno!!

  • Eco(color)Doppler arterie arti inferiori: fino a 311 giorni (306)

  • Ecografia tiroidea: fino a 291 giorni (272)

  • Mammografia bilaterale: fino a 268 giorni (233)

  • Elettromiografia semplice arti inferiori: fino a 247 giorni (270)

Particolarmente allarmante è il dato relativo alla colonscopia: un’attesa media fino a 361 giorni non è clinicamente accettabile e rappresenta un evidente fallimento gestionale.

B-Prioritaria: termini di legge sistematicamente disattesi

Nella categoria B-Prioritaria (massimo 10 giorni) nel 2025, in nessun mese dell’anno, le seguenti discipline rispettano mediamente i tempi previsti: Cardiologia, Chirurgia vascolare, Fisiatria, Neurologia, Otorinolaringoiatria, Ortopedia e Urologia.

Rispetto al 2024, neurologia e gastroenterologia hanno registrato miglioramenti, ma si aggiunge all’elencoivo la chirurgia vascolare. Nel complesso, il numero delle aree che superano di oltre il 50% il tempo medio effettivo rispetto alla garanzia prevista è aumentato. Non si tratta di un’anomalia statistica, ma di un problema strutturale.

Indice ministeriale: più peggioramenti che miglioramenti

L’analisi del rispetto dei tempi di garanzia secondo l’indice ministeriale evidenzia:

  • 9 ambiti con miglioramenti

  • 8 ambiti con peggioramenti

La performance migliore si registra in endocrinologia per le visite programmate: dal 42% di rispetto dei tempi nel 2024 al 100% nel 2025.

La peggiore evoluzione riguarda l’urologia, sempre per le visite programmate: dal 91% nel 2024 al 27% nel 2025.

Questi dati dimostrano che i miglioramenti sono possibili, ma non avvengono in modo sistematico. Mentre alcuni settori recuperano, altri arretrano drasticamente.

Dalla sanità a due classi alla “sanità a tre classi”

Robin lancia un forte allarme sociale. Non siamo più di fronte soltanto a una sanità a due, ma sempre più a una sanità a tre classi:

  1. Prima classe: chi può permettersi in qualsiasi momento prestazioni private o in regime intramoenia e acquista il “fattore tempo”

  2. Seconda classe: chi resta nel sistema pubblico, accettando tempi di attesa lunghi e/o compartecipazioni alla spesa

  3. Terza classe: una fascia stimata in Alto Adige attorno al 5% dei pazienti, che per ragioni economiche non riesce a permettersi cure adeguate e rinvia o rinuncia del tutto alle prestazioni necessarie

Un sistema formalmente universalistico non può trasformarsi di fatto in un modello che discrimina in base alla capacità di pagamento.

Le richieste di Robin: responsabilità e trasparenza

Le misure adottate finora non hanno prodotto effetti strutturali evidenti. L’inefficacia delle strategie messe in campo impone una chiara assunzione di responsabilità, in primis dell’Assessore alla sanità dott. Messner e del direttore generale di Sabes, dott. Kofler.

Robin chiede:

  1. Rispetto vincolante dei tempi di legge, in particolare nella categoria B-Prioritaria

  2. Pubblicazione mensile trasparente dei tempi medi effettivi e delle percentuali di sforamento

  3. Analisi organizzativa indipendente con obiettivi misurabili e scadenze precise

  4. Assunzione di responsabilità politica e gestionale, qualora gli obiettivi non vengano raggiunti entro termini definiti.

Commento di Walther Andreaus, direttore di Robin

«In Italia i pazienti pagano ogni anno circa 10 miliardi di euro di tasca propria a causa delle liste d’attesa troppo lunghe. Una visita su due e un esame diagnostico su tre vengono finanziati direttamente dai cittadini. Sarebbe interessante sapere se anche in Alto Adige stiamo andando in questa direzione e perché, nonostante anni di annunci, i tempi di attesa non si riducano in modo percepibile. Chi trae vantaggio economico dal fatto che le strutture pubbliche restino cronicamente sovraccariche?»

Per Robin i dati 2025 non rappresentano un episodio isolato, ma un problema strutturale. Se la tendenza negativa dovesse proseguire non sarà in gioco soltanto la qualità dell’assistenza, ma la fiducia stessa della popolazione nel sistema sanitario pubblico.

L’Alto Adige ha bisogno di un sistema che rispetti i tempi di garanzia, non di un’amministrazione che si limiti a gestirne le violazioni.

Qui travate i dati:

Tabella tempi di attesa prime visite specialistiche

Tabella rispetto indice ministeriale prime visite